La Tetraktys delle olive a Bernalda

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"Io lo giuro per colui che ha trasmesso alla nostra anima la Tetraktys nella quale si trovano la sorgente e la radice dell'eterna natura". Con questo antico giuramento dei pitagorici ringrazio Bernalda per aver trasmesso alla mia anima la sacralità del 4, per aver raccolto e tramandato la tetrade delle olive, da cui sgorga l'aurea sorgente che alimenta la nodosa radice della vita. Mi porto via il segreto dello spazio, l'oleoso elisir del Mediterraneo e la storia di una donna che, scivolando su una scia della memoria, dopo 40 anni è tornata al suo paese e ha stretto il nodo con le radici.


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Il segreto della Tetraktys tra le mura di un Borgo 


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Appena ci si affaccia in Corso Metaponto a Bernalda si respira l'aria di un luogo che ricava il futuro dal suo lunghissimo passato. Il bianco dei Casalini colpisce gli occhi come le mareggiate del Mediterraneo. Poi ci si inoltra nelle atmosfere delle Dimore e ti accolgono, il giallo paglia, il bruno argilla e il rosa della sabbia jonica, quasi sembra di essere scortati in un omerico racconto. Ma la cosa che più trascina nell'antica e colta Magna Grecia è la sacra Tetraktys, motivo architettonico e simbolo matematico che scruta dalle pareti, adorna l'intimità delle stanze e custodisce la sacralità dei sogni. Il sogno è quello di Noemi, la titolare di Borgo San Gaetano, un progetto di ospitalità diffusa nel cuore di Bernalda.

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Tetraktys Borgo San Gaetano

Noemi discende da una storica famiglia di farmacisti bernaldesi, farmacista lei stessa e cresciuta a Roma dall'età di 10 anni. Alla sua famiglia apparteneva anche uno dei frantoi più importanti del paese. Dopo 40 anni di assenza e di usura, la casa e il frantoio accusavano tutti gli acciacchi del tempo. Così Noemi ha deciso di investire lì dove aveva amato per la prima volta e ha vinto.

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Ha rilevato la proprietà di famiglia e ne ha fatto un complesso ricettivo diffuso che ha tutte le funzioni del futuro ma ha conservato gelosamente l'anima antica. Tutti i locali del frantoio sono diventate Dimore che richiamano strutture architettoniche della grecità, mentre i Casalini tramandano le tipiche abitazioni della bassa valle del Basento con coperture a volta in legno di agave. E ovunque il simbolo che racchiude in sé l'infinita creazione del tutto: la Tetraktys, il "numero triangolare" ovvero la rappresentazione di un numero espresso da una disposizione geometrica. Questa rappresentazione geometrica è un triangolo alla cui base erano quattro punti che decrescevano fino alla punta; la somma di tutti i punti era dieci,il numero perfetto composto dalla somma dei primi 4 numeri (1+2+3+4=10), che combinati tra loro definivano le quattro specie di enti geometrici: il punto, la linea, la superficie, il solido.

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Pitagora, il profeta religioso e il matematico puro, come lo definisce Bertrand Russel, diffuse le sue idee e morì proprio a Metaponto, frazione di Bernalda e qui si vedono le tracce del suo pensiero. Egli sosteneva che il numero quattro è l’ultimo numero che si ottiene passando dal punto alla linea, dalla linea al piano e dal piano allo spazio. Monade, diade, triade e tetrade comprendono quindi il tutto: e se il punto è l'origine, quindi l'1, la linea sono i due punti di un segmento ovvero il 2, la superficie è il 3 ovvero quanto si può descrivere bidimensionalmente, e il solido è il 4 ovvero la tridimensionalità del tetraedo. Il 4 è dunque il numero perfetto perché permette di rappresentare l'esistente in maniera completa. La Tetraktys, in quanto numero triangolare, era naturalmente rappresentata da un simbolo che nel suo complesso era di forma ternaria, mentre ciascun lato esterno comprendeva quattro elementi. Volendo rimanere sognatori, può essere stata proprio la completezza del 4 e la protezione della Tetraktys a realizzare il desiderio di Noemi che, all'ombra di Pitagora, ora si sente a "casa". E il sapore di casa si espande in ogni ambiente, perché lo spazio di Noemi è costruito sui "numeri principio".

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Tetraktys Borgo San Gaetano

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Tetraktys palazzo Guida in Piazza Garibaldi

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Tetraktys Hotel Giardino Giamperduto

La tetrade delle olive


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Dopo una tipica colazione bernaldese, piena di colori e di antiche sapienze di Corso Metaponto, è tutto pronto per Olivarum, la raccolta delle olive di Borgo San Gaetano. Un antico frantoio non può tralasciare la sua vocazione: l'esperienza della raccolta è un "lusso" che Noemi vuole trasferire ai propri ospiti. In realtà, io credo che la sacra Tetraktys del luogo poggi sulla sacra tetrade delle olive di Bernalda e del Metapontino: l'ogliarola del Bradano, la frantoiana, la leccina e la coratina. E' l'oleosa linfa di questi frutti a nutrire il presente per vivere nel futuro! Noemi lo sa, perché qui ha ritrovato le polaroid della sua infanzia e poi le ha trasformate in un album di famiglia. La stessa che raccoglie le olive con lei nel giorno dell'Olivarum del suo Borgo. Tutti gli ospiti qui sono amici, è il loro momento di incontro, dove il sole irrora i sorrisi e il profumi dell'ulivo, l'albero più sacro di questa parte di mondo, più rappresentato, più sacralizzato e più "mangiato", fa sentire tutti parte di un banchetto più allargato che al solo genere umano, ma condiviso con la Natura stessa.

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C'è Donato "il pirata" che guida il gruppo, a cavallo del suo destriero di ferro. Scarica vibroscuotitori per chi vuole sperimentare anche attrezzi agevolatori oltre alla classica brucatura, ovvero quella effettuata a mano direttamente dall'albero.

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C'è Fabio, professionista nell'esercito, che, ben addestrato, con disciplina e volontà instancabile raccoglie la maggior parte delle olive... a mano! E poi i ragazzi tedeschi... che non volevano arrivare secondi.

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Poi c'è Francesco, avvocato e scrittore di Bernalda, e sua moglie Natasa: donna intelligente, croata e svizzera ma lucana per amore. La coppia gestisce a Bernalda un altro complesso ricettivo, Giardino Giamperduto, anch'esso "marchiato" dalla Tetraktys e, quindi, insieme con Noemi nell'organizzazione di Olivarum.

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C'è la vulcanica Franca, un architetto appassionato della storia di Bernalda e Metaponto: motore nascosto di mille progetti urbani e non.
E come non dimenticare la "cuoca" Silvia: ha preparato un menu tipico del contadino sui campi, ma molto più abbondante!

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Infine ci sono ulivi. Ulivi dappertutto, che abbracciano il simposio e si piegano a ombreggiarlo. Proprio all'ombra degli ulivi, è sorto il dubbio: può la Tetraktys essere formata dalla tetrade del nostro raccolto? Ogliarola del Bradano, frantoiana, leccina e coratina possono essere la completezza del sacro liquido che lacrima dalle mie insalate?

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La spremuta delle olive


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Le energie assorbite, permettono all'allegra brigata di fare un raccolto di 2 quintali e oltre. Il Frantoio Musillo, la cui architrave è la giovane Silvia, avvocatessa imprenditrice d'oro verde, è in piena attività. Sono giorni in cui si lavora tanto e si dorme pochissimo. A tutte le ore è un continuo movimento: carico e scarico delle olive provenienti da tutto il paese (e tutti hanno ulivi a Bernalda!), gente che aspetta il proprio turno per consegnare le olive e gente in fila per ritirare l'olio. Il tutto in un clima familiare in cui ciascuno dice la sua su come raccogliere le olive, fare e conservare l'olio... E' come se una strana armonia abbia oliato gli ingranaggi della socialità!

guarda il video "La frangitura delle olive nel frantoio di Bernalda" 





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Arriva il turno della nostra "spremuta" d'olive e poi la degustazione. L'agronomo Antonio Racioppi ricorda che l’olio extravergine d’oliva è un alimento fondamentale all’interno della dieta mediterranea: le sue caratteristiche, organolettiche e nutrizionali, sono il sigillo del valore nutraceutico.

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Per essere un olio di qualità il suo gusto deve essere quanto più simile all’essenza del suo frutto, perché si tratta di una vera e propria “spremuta”. Un sapore leggermente amaro o piccante è proprio una sua caratteristica positiva e non il contrario: se non lascia una nota amara, quasi piccante, il "carattere" dell'olio è andato a farsi friggere!

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Faccio una rapida sintesi nella mia mente:

1. la Coratina produce un olio intensamente fruttato e fortemente persistente al gusto. All’olfatto vi è un forte sentore di oliva fresca e richiami alla mandorla secca con piacevolissime note floreali. Ma è il gusto che caratterizza l’olio di questa inimitabile cultivar: note amare, tipiche del frutto d’oliva si uniscono a un fondo di mandorla dolce secca e lievemente tostata assieme a note di mandorla amara e gradevolmente floreali. Il sapore si accompagna ad una piccantezza che gradualmente si fa più intensa;

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2. la Frantoiana è caratterizzata da elevata e costante produttività;

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3. la Leccina è profumata e lievemente piccante;

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4. l'Ogliarola del Bradano produce un olio di colore giallo intenso con lievi sfumature di verde, ha caratteristiche di un olio fruttato di media intensità, un sapore in cui le lievi note amare lasciano il posto ad ampi sentori di mandorla dolce e secca in chiusura.

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Se le caratteristiche di un extravergine di qualità sono: 1. il profumo, 2. il colore, 3. la nota amara e 4. la piccantezza...allora io ho scoperto a Bernalda la sacra tetrade delle olive! Quelle da cui sgorga l'aureo fiume della vita, che incontra ostacoli, gioisce dell'aria e della terra e poi ritorna sempre alle origini del tutto.

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Lascio Bernalda recitando un'antica preghiera pitagorica, riportata dal matematico George Bernard Dantzig, affinché non termini mai la ricerca di una chiave per questo misterioso mondo:

Benedici noi, o numero divino, da cui derivano gli dei e gli uomini. O santa, santa Tetrade, tu che contieni la radice, la sorgente dell'eterno flusso della creazione. Il numero divino si inizia coll'unità pura e profonda, e raggiunge il quattro sacro; poi produce la matrice di tutto, quella che tutto comprende, che tutto collega; il primo nato, quello che giammai devia, che non affatica, il sacro dieci, che ha in sé la chiave di tutte le cose.


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