Aquaponica in Basilicata

agroecologia e acquaponica in basilicata
Vittorio Sebastiano Acquaviva

Si può cambiare il mondo cominciando a rispettare l'acqua? A 40 anni, Vittorio Sebastiano Acquaviva ancora ci crede e crede che il perfetto sistema, win2win, dell'Aquaponica possa contagiare l'intera società: una società da sogno in cui lo scarto dell'uno si trasforma in risorsa per l'altro, senza sprecare nulla, tutti gli elementi naturali collaborano per accontentare tutti. L'aquaponica è un sistema che rientra a pieno titolo nell'agroecologia ovvero quell'insieme di tecniche, concetti e principi per la progettazione di agroecosistemi sostenibili, nei quali l'aggiunta di prodotti chimici esterni dovrebbe essere nulla.


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bancali per le piante in un sistema acquaponico

Vittorio Acquaviva, originario di Bella, Basilicata, nato a Monaco di Baviera e cresciuto a Piacenza, alla vigilia dei 40 anni, dopo un grave lutto e in cerca di "radici", decide di tornare nella terra degli antenati e ricominciare da capo. Un viaggio spirituale quello che ha riportato Vittorio, navigante tra fiumi e affluenti dell'orografia genealogica, all'amore e al rispetto della madre di ogni vita: l'acqua.
Vittorio decide di costruirsi da solo un piccolo impianto di aquaponica e comincia a mettere in pratica tutto ciò che aveva appreso riguardo alla Permacultura, agli ecovillaggi e agli altri sistemi di autosufficienza.

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Lo zafferano di Vittorio Acquaviva

L'aquaponica è la messa in pratica del sogno di Vittorio: è la creazione di un ambiente simbiotico in cui due microsistemi interagiscono e si aiutano a vicenda, ottenendo vantaggi entrambi.  In un sistema aquaponico l'acqua delle vasche per acquacoltura (allevamento di pesci) viene pompata in quelle idroponiche (coltivazione di piante), in modo tale che le piante che vi si trovano possano filtrarla sottraendo diverse sostanze di scarto dei pesci, traendone contemporaneamente nutrimento. L'acqua così filtrata potrà quindi essere reimmessa nelle vasche per acquacoltura e riprendere il suo ciclo. I pesci concimano le acque in cui gli ortaggi affondano le radici, le piante depurano il liquido e lo restituiscono pulito ed ossigenato alle vasche mentre crescono rigogliose. Col sistema aquaponica si possono coltivare oltre 160 varietà ortofrutticole fin'ora sperimentate. Il ciclo è chiuso. Questa è la coltura aquaponica riassunta in poche parole, il sistema che abbina allevamento ittico ed agricoltura per risparmiare spazio, acqua e fare completamente a meno di fertilizzanti e pesticidi. Si stima che il risparmio idrico sia del 90%, se si aggiunge il significativo risparmio di suolo (per coltivare in aquaponica basta anche un balcone o un garage).

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Sistema acquaponica

Come sulle varietà da coltivare, anche sui tipi di pesci da allevare la scelta è molto ampia: tutti i tipi di acqua dolce si possono allevare, dalle carpe koi ai gamberi, dai pesci rossi alle anguille. Vittorio rassicura anche sulla "sostenibilità" economica: per un impianto sperimentale si spende dai 250 ai 350 euro, senza grandi pensieri per procurarsi un pezzo di terra o un impianto d'irrigazione. Basta un balcone, una vasca coi pesci e un bancale di piante! Vittorio ne ha fatto di strada dai primi esperimenti, oggi produce lattughe, pomodori, ortaggi di tutti i tipi e soprattutto zafferano. Tutto ciò che si produce in aquaponica non ha bisogno di alcuna certificazione bio o chissà cosa: il processo è biologico dall'inizio alla fine.

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Mini impianto di acquaponica

L'espansione delle terre arate è cresciuta enormemente, provocando distruzione di foreste e suolo fertile: attualmente si perdono 10 milioni di ettari a causa di pratiche agricole insostenibili. Dagli anni '60 a oggi, l'uso di pesticidi e fertilizzanti ha comportato un aumento esponenziale di nutrienti e tossine nelle acque sotterranee e superficiali, con conseguente crescita dei costi per la depurazione delle acque, per i problemi sanitari, la diminuzione della pesca e la perdita paesaggistica. Col sistema aquaponica i batteri generati dai due microsistemi, quello ittico e quello vegetale, si "servono" a vicenda: gli escrementi dei pesci concimano le piante e le piante trasformano il nutrimento ossigenando l'acqua che ritorna in circolo senza aver "sprecato" nulla delle risorse prodotte.

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Zafferano
Vittorio vorrebbe traslare questo perfetto sistema d'aiuto reciproco tra elementi dal mondo agricolo a quello sociale: la Basilicata come un'Aquaponica a cielo aperto in cui qualunque anello della catena si senta "utile" e "appartenente" a qualcosa di più grande di lui ma che ha bisogno di lui.

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