mercoledì 23 marzo 2016

La Pasqua è il grano della Resurrezione

tradizioni della Pasqua in Basilicata, foodfilebasilicata
«Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto». Si potrebbe cominciare da questa affermazione di Giovanni nel suo Vangelo. O dal grano offerto a Osiride, dio egizio del ciclo vita-morte. O dalla semplice osservazione dell’attuale tradizione popolare dei Sepolcri per capire quanto il grano sia il centro simbolico della Pasqua e della sua celebrazione. Anche a tavola. In Basilicata, come nel resto del Meridione d’Italia e di tutta l’area mediorientale, il grano è il protagonista dei riti e dei pasti pasquali, meglio se si tratta della varietà Senatore Cappelli che, dal 1930-’40, è la “razza eletta” delle terre lucane e pugliesi.

martedì 1 marzo 2016

I lampascioni: splendore che annuncia la primavera

lampascioni in Basilicata, foodfilebasilicata
fiore del lampascione


Come ogni cosa autentica, il lampascione o lo ami o lo odi. Non ci sono vie intermedie. La sua personalità è come il miracolo della vita: un tocco d'amaro che si scioglie in bocca.

È una liliacea diffusa nelle regioni mediterranee nota anche come lampagione, cipollaccio col fiocco, cipolla canina, cipollaccia turchina. L'origine del nome è incerta, ma quella più probabile vuole che il termine lampascione derivi dal greco lampas, -ados, ovvero “splendente”. Il primo raccoglitore di bulbi che ritrovò quasi a 40/50 cm sotto terra un cipollotto di forma tondeggiante e di colore rosso fu Oribasio, medico greco di Bisanzio (403-325- a.C). Fu lui a chiamarlo lampascione. Un bulbo che annuncia lo splendore del sole primaverile.