venerdì 5 febbraio 2016

In Basilicata, a Carnevale solo la Rafanata vale

carnevale della Basilicata, foodfilebasilicata
maschere cornute di Aliano
Anime transumanti che ripercorrono gli antichi tratturi del tempo, quando l'esplosione della sessualità propiziava la prosperità dei campi e la sicurezza delle tavole. Tori e vacche che si rincorrono, demoni cornuti fanno roteare il loro “ciuccigno” come un fallico manganello per sferzare fanciulle che, ridendo, corrono via. Campanacci dal batacchio lungo che mischiano il loro suono a campanacci dalle bocche larghe.
Questo orgiastico baccanale sfila lungo le strade di Tricarico, Aliano e S. Mauro Forte il giorno del martedì grasso, quando termina il tempo dionisiaco che libera gli istinti dei lucani e si  cede il passo alla penitenza in cui si deve la “carne-levare”. A Teana il processo è terminato e un buffo Ponzio Pilato ha emesso sentenza: Carnevalone deve morire e a Quaremma non resta che piangere, cullando tra le braccia Carnevalicchio o l'anno che verrà. Le lacrime scendono meglio se accompagnate da un pasto funebre, amaro e saporito, rapido e squisito. Un pasto che sappia di terra e di acqua,  che preannunci la fine dell'inverno, che abbia la piccantezza del sole che verrà.

lunedì 1 febbraio 2016

Il rafano lucano, le sue proprietà e le sue bontà



rafano della Basilicata, foodfilebasilicata
rafano
 Il suo nome in codice è Barbaforte, un "forte" per la barba! Da tutti chiamato rafano, mentre per le genti del Nord, è il cren. Pochi lo sanno, ma anche la Basilicata ha la sua Barbaforte. Questa radice piccante si coltiva nel lagonegrese, in Val d'Agri e nell'area del Vulture e lo puoi gustare fresco da gennaio a marzo.