giovedì 31 dicembre 2015

Che l'anno nuovo sia di miele


mercoledì 23 dicembre 2015

Il Natale con miele e cicerata



Trasparente, dorato, morbido. Il miele sembra essere quasi un ingrediente fisso dei dolci di Natale. Il miele come come un linguaggio della Natura che genera la vita. Lacrime dense di sole che creano una corona di dolcezza: la cicerata, dolce della tradizione natalizia in Basilicata.

Ripacandida è la Città del Miele in Basilicata, ma il viaggio di un'ape tra i fiori lucani è ben più lungo. Se vuole bottinare eucaliptus vola verso la Val d'Agri e le aree collinari di Matera. Se è un'ape golosa di biancospino, la sua meta saranno i prati della Valle del Noce e il Metapontino. Se è un'ape affascinata dal pallore dell'asfodelo volerà sul Vulture, le valli del Marmo e del Melandro. E ancora vola. Qualora, lungo il cammino, l'ape dovesse incontrare il fiore viola dell'erba viperina saprebbe di sorvolare le Dolomiti Lucane e le foreste di Gallipoli e Cognato. Se la generosa ape volesse produrre un miele color giallo spento e dal gusto dolce e fruttato, con proprietà stimolanti sull'apparato gastrico e sul sistema nervoso, dovrebbe allora corteggiare i prati di rosmarino nel Potentino...Il volo d'amore di un'ape termina infine sulle tavole per impreziosire le nostre feste.

miele della Basilicata, foodfilebasilicata
Dolomiti lucane

mercoledì 9 dicembre 2015

La corona di Critonios e le api in Basilicata

miele della Basilicata, foodfilebasilicata
Ape e poi...Regina. Vitale insetto che, come dice Lorca, filtra “l'anima e il sangue dolorante dei fiori” per restituirci il “cantico  dell'amore”. Di miele sono i baci e di miele è la Luna, sacra protettrice dell'ape. Il rapporto d' "amorosi sensi" tra l'ape la Basilicata è aureo proprio come la corona di Kritonios, raro reperto di arte orafa del IV sec. a.C.  rinvenuto ad Armento.

lunedì 30 novembre 2015

L'Ombra è più nera lì dove la luce è più forte



Mettere una persona davanti alla propria ombra equivale a mostrarle anche ciò che in essa è luce.
C. G. Jung

L'Ombra è la prova che ogni essere partecipa alle vicende solari proiettando in terra le sue tenebre.
Tithéne ne "I Tre Semi"


Ascolta il racconto delle Ombre: metti play


Dove c’è molta luce, l’ombra è più nera.
Johann Wolfgang Goethe

mercoledì 25 novembre 2015

I tre semi

i tre semi, foodfilebasilicata
I tre semi


C'era una volta un piccolo ma profondo fiume che divideva il paese di Al di Qua dal paese di Al di Là. I due paesi erano identici, ogni stradina di Al di Qua era la stessa in Al di Là, ogni casa di Al di Là aveva una gemella in Al di Qua. Ogni uomo, bambino, animale in Al di Qua aveva una copia in Al di Là. Ma c'era un'unica differenza: quelli di Al di Qua erano materia e quelli di Al di Là erano ombra. Nonostante l'uno fosse la metà mancante dell'altro, il paese di Al di Qua aveva eretto un muro altissimo sulla riva del fiume, mentre il paese di Al di Là aveva recintato i suoi confini. La loro inimicizia era infinita quanto il tempo e la causa della discordia si era persa nella voragine della memoria.

sabato 14 novembre 2015

Il "viaggio" della zucca e la cucuzza longa spusata

zucca della Basilicata, foodfilebasilicata
Vertumnus di Arcimboldi
Falla com(e) vu', semp cucuzza è! Ebbene sì, comunque e ovunque, la zucca è sempre la zucca. Vero trionfo di bellezza: dimensioni imponenti, forme sinuose e singolari, colori vivaci che vanno dall'arancione al verde azzurro. Simbolo di prosperità e rinascita, è il frutto che segna il confine tra il regno dei vivi e quello dei morti, tra il mondo della luce e il mondo delle ombre.

martedì 3 novembre 2015

Un linguaggio simbolico per la Basilicata



Sei quel che mangi (L. Feuerbach)
La speciale maga lucana cura una consultante ammalata di disoccupazione grazie al potere delle spezie e dei loro colori: il nero pepe per capire la morte, il rosso peperoncino per amare la vita, il giallo delle curcuma per emanare energia, il blu del sale per ricevere i messaggi universali, il verde dell'origano per affrontare la metamorfosi e il viola della cannella per imparare a rinascere.Tutti condimenti essenziali per gustare le prelibatezze tipiche della terra d'origine: la Basilicata.


mercoledì 28 ottobre 2015

Il viola della cannella e i tagliolini dell'Ascensione


tagliolini dell'Ascensione in Basilicata, foodfilebasilicata
Tagliolini dell'Ascensione






Il segreto della cannella è tutto racchiuso nel suo profumo così simile all'anima del viola: una morte che si prepara alla resurrezione.  A vederlo, quel ramoscello legnoso e scuro, non suggerisce l'incanto che può provocare. Il cantautore di bossanova, Joe Barbieri, propone “zenzero e cannella se ti va/per stanare la felicità”. E, infatti, un po' si assapora l'ineffabilità dell'essere felici quando si è invasi dalla cannella.

mercoledì 14 ottobre 2015

Alici arraganate e il verde origano

alici arraganate della Basilicata, foodfilebasilicata
alici arraganate


La divinità dell'origano era ben nota anche all'esteta Gabriele D'Annunzio che, nei suoi Madrigali dell'Estate, ricorda di aver ritrovato il sapore di quest'erba aromatica nel bacio di una Ninfa:
A mezzodì scopersi tra le canne
del Motrone argiglioso l'aspra ninfa
nericiglia, sorella di Siringa.

L'ebbi su' miei ginocchi di silvano;
e nella sua saliva amarulenta
assaporai l'origano e la menta…

martedì 22 settembre 2015

Melanzane rosse di Rotonda ripiene d'orzo al giallo di curcuma


Melanzane rosse di Rotonda ripiene d'orzo al giallo di curcuma, foodfilebasilicata
Melanzane rosse di Rotonda ripiene d'orzo al giallo di curcuma


"Sollevando il coperchio del contenitore accanto alla porta della bottega, se ne percepisce subito l'odore, anche se ci vuole un attimo prima che il cervello ne registri l'aroma sottile, lievemente amaro come quello della nostra pelle, e quasi altrettanto familiare. Accarezzatene la superficie con la mano, e la serica polvere gialla vi infarinerà il palmo e i polpastrelli. Polvere d'ala di farfalla... Strofinatevi le gote, la fronte, il mento. Non abbiate timore. Per millenni prima dell'inizio della storia, le spose – e le fanciulle che aspiravano a maritarsi – hanno fatto lo stesso. Imperfezioni e rughe scompariranno, grasso e segni del tempo saranno spazzati via. Per giorni, in seguito, la pelle brillerà di un pallido bagliore dorato.

giovedì 3 settembre 2015

Il nero del pepe e la pasta ammuddicata


pasta ammuddicata della Basilicata, foodfilebasilicata
pasta ammudicata










Il caos oscuro prima della creazione.
Il nero prima di tutti i colori. Il pepe nero prima di tutte le spezie. "E come un nulla senza possibilità, come un nulla morto dopo l'estinguersi del sole, come un silenzio eterno senz'avvenire e senza speranza, risuona interiormente il nero" così scrive il maestro dei colori Vasilij Vasil'evič Kandinskij. Come il nero, anche la bacca che ne porta il colore risuona nell'anima prima che nella bocca.

venerdì 21 agosto 2015

Il rosso del peperoncino vivifica lagane e fagioli



 lagane e fagioli della Basilicata, foodfilebasilicata
 lagane e fagioli
"Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio, ego me baptizzo contro il malocchio. Puh! Puh! E con il peperoncino e un po' d' insaléta ti protegge la Madonna dell 'Incoronéta; con l'olio, il sale, e l'aceto ti protegge la Madonna dello Sterpeto; corrrrrno di bue, latte screméto, proteggi questa chésa dall' innominéto"

Chi può dimenticare Lino Banfi  nella sua vasca da bagno, nella celebre scena del film Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio, diretto da Sergio Martino nel 1983?  Uno degli spergiuri più famosi del cinema italiano ha, come la maggior parte delle frasi propiziatrici della tradizione magica italiana, tra i protagonisti il peperoncino. Da secoli, infatti, questo frutto piccante è il simbolo della scaramanzia e della fortuna. Il suo colore rosso, simbolo dell'origine della vita, del sangue e dell'indispensabilità del fuoco, gli danno la forza per sconfiggere ogni male. La sua forma di fallo è da sempre metafora di prosperità e fortuna.

mercoledì 5 agosto 2015

Sulla via delle spezie

le spezie e la Basilicata, foodfilebasilicata
spezie
Ti sei mai chiesto l'origine di quell'esplosione di profumi e colori chiamata “spezie”? Se non lo sai è perché la storia delle spezie si perde nella notte dei tempi: gli uomini primitivi le usavano per le loro proprietà antimicrobiche e fin dai Fenici erano oggetto di baratto. Ma c'è una leggenda che ne sancisce l'origine mitica: quando colei che i cristiani chiamano regina di Saba, gli arabi regina Biliquis e gli etiopi Macheda, arrivò alla corte di re Salomone, per conoscerne la saggezza, si portò dietro un seguito di cammelli carichi di spezie. Sarà un caso che la parola “spezie” deriva dal latino species, merci speciali?

venerdì 12 giugno 2015

GustoUmami@FoodFileBasilicata




Mio amato Sharone,
ti scrivo per avvisarti che ho trovato il luogo in cui fermare il mio andare. Ho trovato casa. Ho trovato pace. Ho trovato Matera, una Madre che accoglie tutti i figli d'Oriente e d'Occidente. La nostra Terra Promessa che nutre e stringe tra le sue bianche braccia.

mercoledì 10 giugno 2015

Polpette con pane di Matera

polpette di pane di Matera, foodfilebasilicata
polpette di pane di Matera

venerdì 29 maggio 2015

Il pane di Matera: un marchio per la cultura


pane di Matera, foodfilebasilicata
pane di Matera con timbro del logo di Matera 2019, foto di Massimo Cifarelli


La cultura della panificazione è così antica nella città dei Sassi che ha generato una vera e propria forma di artigianato: la creazione dei timbri del pane di Matera. Il timbro, fino a mezzo secolo fa, indicava la proprietà famigliare della pagnotta ma anche il fortissimo valore simbolico "impresso" sull'elemento fondamentale della vita umana.

venerdì 15 maggio 2015

Il pane di Matera: un'architettura di storia e di gusto

pane di Matera, foodfilebasilicata
Sasso Barisano osservato dall'interno di una grotta del Sasso Caveoso

Il pane di Matera è una vera architettura! Sorge imponente dalla terra e dalla cultura che lo circonda. Come gli ipogei materani, anche il fragrante cornetto sviluppa i suoi "pieni" verso l'alto.

Il pane di Matera riesce a fondere la tradizione dell'arte bianca orientale e occidentale in una soluzione originale, che converge in un'unica struttura verticale da una porosa anima d'oro.

A Matera, come le chiese rupestri latine hanno un'impronta bizantina e quelle bizantine sono corredate da elementi occidentali, così il suo pane riesce ad amalgamare l'origine mediorientale della panificazione con il gusto occidentale. Mi piace credere, infatti, che i segreti della panificazione egizia abbiano viaggiato, tramite gli Ebrei, i Greci e infine i Romani fino a Matera: il confine di pietra tra l'Est e l'Ovest. Qui, dentro queste architetture scavate si è "impastata" la ricetta perfetta del gusto principale della tavola, il pane: l'asse portante del convivio, dello stare insieme.

martedì 12 maggio 2015

Il pane di Matera e il lievito madre

pane di Matera, foodfilebasilicata
Interno del pane di Matera, con una mollica dalla porosità dai 3 ai 60 mm
Un luogo che ha nel suo nome la radice Mather, una madre che procurò rifugio ai figli nelle sue grotte, doveva per forza "nutrirli" tramite il "lievito madre". Sì, perché il pane di Matera si fa solo con farine di antiche varietà di grano duro locale, quali il Senatore Cappelli, sale, acqua e l'utilizzo esclusivo del lievito madre.
Un lievito magico che genera pagnotte di pane all'infinito!

venerdì 27 marzo 2015

GustoDolce@FoodFileBasilicata



Caro,
voglio farti un regalo per colmare di sapori l'oceano che ci separa.
Riempi il calice, premi play e chiudi gli occhi...

In quei giorni di passaggio, ascoltavamo il riverbero del sole tra le foglie dei castagni: quando si conclude la stagione del verde e inizia la vita del seme.
La sapienza nelle mani delle donne trasformava la castagna in farina e la farina per magia prendeva forma.

giovedì 26 marzo 2015

Calzoncelli di castagne e vin cotto d'Aglianico

Calzoncelli di castagne e vin cotto d'Aglianico, foodfilebasilicata
Calzoncelli di castagne e vin cotto d'Aglianico

venerdì 13 marzo 2015

Una degustazione d'Aglianico




Un giorno, il vicino mi prese da parte e mi disse: "Oggi voglio insegnarti il segreto per capire il sapore dell'Aglianico del Vulture- continuò- Per conoscere cosa sono le sensazioni saporifere devi sapere in quale parte della lingua si formano". E cominciò a elencarmi come fare, da profano, una minima analisi gustativa del vino.

mercoledì 25 febbraio 2015

Versare Aglianico è un rito d'amore

Aglianico del Vulture, foodfilebasilicata
Aglianico del Vulture
















Se vi resterà solo il vino e potete ancora servirlo in tavola, allora sarete per sempre ricchi. Era il benvenuto di papà, quando ci riunivamo per qualche evento di famiglia e una bottiglia di Aglianico del Vulture padroneggiava su tutti. Come Ganimede, il suo fiero orgoglio si traduceva in un gesto d'amore: versare il vino per ciascuno di noi.

venerdì 20 febbraio 2015

L'antica arte di conservare l'Aglianico

Aglianico del Vulture, foodfilebasilicata
Aglianico del Vulture

Solo una dea è onorata e contemplata da tutti i contadini della Basilicata. E' la luna. L'astro che, inconsapevolmente ed eternamente, regola i cicli della terra così come quelli della donna. Entrambe devono fruttificare e perpetrare la vita. Entrambe devono produrre una linfa di sangue, di vino.

La luna non è solo fondamentale nelle fasi di cura della vigna ma anche nell'imbottigliamento di quel che ne viene ottenuto. "Vuoi che il tuo Aglianico non sappia di tappo"? Allora impara bene come va imbottigliato e conservato". Quante volte mi è stato ripetuto questo consiglio dagli esperti contadini e vinificatori del Vulture. Rionero, Maschito, Barile, in ogni paese sempre il medesimo andante: una volta imbottigliato, è impossibile intervenire sulla qualità e sulla stabilità del vino, ecco perché imbottigliare e conservare il vino è operazione delicatissima.